Furtwängler

 

 

Manifesto TSSOR - 19 maggio 2014 - stampa

 

The conductor Wilhelm Furtwängler. Musical interpretation and musicological research

Hans Joachim Hinrichsen

 

19 maggio 2014 – ore 17

Università di Roma “La Sapienza” – Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula “Nino Pirrotta”

 

 

Abstract

L’atteggiamento di Furtwängler sull’interpretazione segna una paradossale “modernità orientata al passato”. Similmente paradossale è la sua intenzione di combinare i concetti di funzionalismo (l’esecuzione “serve allo scopo” della musica) e di creatività dell’esecuzione (gestalten, “formare creativamente”). A ciò va aggiunta l’ammirazione per le teorie di Heinrich Schenker. Dopo una breve comparazione fra le esecuzioni della Quinta Sinfonia di Beethoven da parte di Furtwängler e di Richard Strauss, sullo sfondo delle teorie di Schenker, Hinrichsen esamina l’interpretazione della Quarta Sinfonia di Schumann. I numerosi “ritocchi” alla partitura generano un senso di continua intensificazione attraverso l’intera composizione, enfatizzato da un grande flessibilità agogica; lo scopo di questa apparente libertà esecutiva è del tutto funzionale alla chiarificazione delle qualità architettoniche, non all’espressione istintiva del sentimento soggettivo.

Spostandosi su un livello storiografico più astratto, viene infine riconosciuta la finalità “ideologica e storiografica” di Furtwängler, una forma di “sinfonismo ideologico”.

 


 

Abstract

Furtwängler as interpreter shows some apparent contradictions: on the one hand a conservatism expressed by his obligation to late Romanticism; on the other hand he tried to open to the “modern theorists” as Heinrich Schenker. This ambivalence holds true for his paradoxically “backward-orientated modernity”.

But there is a second paradox in Furtwängler’s position:  his refusal of the concept of “creative rendition” is at odds with other contemporary conductors, but close to some composers, when he claims for Sachlichkeit (objectivity) or better Sachangemessenheit (adequacy). So paradoxically he seems to combine the concepts of functionalism (performance “serve the purpose” of music) and creativity (“shaping creatively”, i.e. gestalten). Here it does emerge the admiration for Schenker, but: a) Furtwängler didn’t ever simply perform Schenkerian analysis, b) the theorist was very skeptical on the conductor’s performing. Hinrichsen proposes a short example of this contradiction between the theorist’s idea and Furtwängler’s interpretation of the Beethoven Fifth Symphony very beginning, compared with the completely different interpretation of Richard Strauss.

Then Hinrichsen analyzes the Furtwängler’s interpretation of Schumann’s Fourth Symphony, and the deep alteration (“ritocchi”) the conductor made on the Schumann’s score (lifting of orchestral sound by cancelling doublings; lowering the dynamic level). The entire bulk of “ritocchi” generates a feeling of permanent intensification all through the symphony, clearly emphasized by the enormous agogic flexibility. This apparent free conducting is completely functional to clear up architectural qualities.

From these examples does emerge the ideological and historiographical aim of Furtwängler: to include some romantic symphonies in the core of the “great B’s” German tradition, through the construction of a formal thinking intended as “cooperation of the themes”: a kind of “ideological symphonism”. From this background we can better understand the structural clarity of his interpretation, really opposite to the old-fashioned  “espressivo conductor” style.

 


 

Video della conferenza

57’00”   –   Eng / sub Ita

 

 


 

hjhinrichsen 2

 

 

 

 

 

Hans-Joachim Hinrichsen, nato nel 1952, ha studiato Germanistica e Storia presso la Freie Universität di Berlino (esame di stato 1980); svolgendo attività di insegnamento presso il Ginnasio ha terminato il Dottorato di ricerca presso la Freie Univ. nel 1992. Dal 1989 al 1994 è stato Collaboratore scientifico nella medesima università, e dal 1999 è Professore Ordinario di Musicologia all’Università di Zurigo. Redattore del «Archiv für Musikwissenschaft»; Presidente dal 2001 della Internationale Bach-Gesellschaft di Schaffhausen; Presidente dal 2001 al 2007 della Allgemeine Musikgesellschaft di Zurigo, e Presidente dal 2004 della unità di lavoro svizzera del RISM. Nel 1994 ha vinto il Grand Prix Franz Schubert dell‘Internationales Franz Schubert Institut di Vienna. Un elenco completo delle pubblicazioni di Hans-Joachim Hinrichsen è consultabile sul sito del Musikwissenschaftliches Institut della Universität Zürich.

 


 

Pieghevole della conferenza in formato pdf.

 

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